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Ieri La Val Masino non ha goduto di preziose risorse tali da permettere ai suoi abitanti vita facile. Chi visita la valle si rende subito conto di come la natura sia stata matrigna e poco generosa. La valle è stretta e molti sono i massi erratici sparsi sul suo fondovalle. Un po' d'allevamento, poca agricoltura, lo sfruttamento del sottobosco e del castagno sono stati i lavori principali per secoli. Non si può parlare di economia tipica della valle se non legata alla pura e semplice sussistenza, di poche famiglie, che qui vi risiedevano. L'allevamento e la pastorizia furono le principali attività . Il territorio comunale infatti è molto ricco di pascoli e boschi. L'attività estrattiva, grazie alla presenza di Cave di Serizzo e di Ghiandone, ha permesso a numerosi valligiani di poter restare a vivere in valle. Il fenomeno dell'emigrazione ha da sempre però interessato la Val Masino. I più fortunati hanno travato lavoro in Valtellina mentre molti altri hanno dovuto lasciare la propria terra e la propria nazione in cerca di miglior fortuna.
Oggi Agricoltura e pastorizia sono oggi ancora attività vive e con la produzione del Valtellina Casera e quella estiva del Bitto, formaggi tipici a Denominazione di Origine Protetta, le prospettive per un suo mantenimento potrebbero essere interessanti. L'attività estrattiva deve ora confrontarsi con una legislazione più severa e restrittiva che mira alla salvaguardia del patrimonio ambientale e non solo al suo sfruttamento indiscriminato. E' comunque dalla sola montagna che la Val Masino ha potuto trarre il proprio sostentamento e cercare di aumentare le proprie risorse economiche. Oggi il turismo, soprattutto quello estivo, è la principale fonte di reddito della Valle. Da giugno a settembre gli amanti del verde, del trekking, dell'arrampicata e dell'alpinismo scelgono la Val Masino per i loro week-end o per le loro ferie estive, meno sviluppato quello invernale attratto soprattutto dalle cascate di ghiaccio. Da segnalare anche la presenza di uno stabilimento termale a monte di San Martino, la presenza di una fonte termale in questi luoghi è documentata già dal sec. XV.
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